Tendinite: cos'è, le cause e come agire con il massaggio

Tendinite: cos'è, le cause e come agire con il massaggio

Pubblicato il 9 gennaio 2026

Ti è mai capitato di avvertire un dolore pungente al polso, alla spalla o alla caviglia, magari dopo una giornata intensa o dopo aver ripreso un’attività che non facevi da tempo?

All’inizio pensi sia solo stanchezza, un piccolo fastidio che passerà riposando ma ben presto ti accorgi che quel dolore persiste. Ti accompagna nei gesti quotidiani, rende difficile anche le cose più semplici e a quel punto capisci che non è solo affaticamento: è una tendinite acuta.

Unnamed (8) (1)La tendinite si presenta quando la struttura che collega il muscolo all’osso e che rende possibile ogni movimento si infiamma a causa di un sovraccarico, di movimenti ripetuti o di un piccolo trauma. È il modo in cui il corpo ti dice che ha bisogno di una pausa, di attenzione e di cura.

Può succedere a chiunque:

  • allo sportivo che si allena con troppa foga dopo un periodo di stop,

  • a chi lavora tutto il giorno al computer o usa spesso il telefono,

  • a chi, per un gesto improvviso, chiede troppo al proprio corpo in un momento di distrazione.

La buona notizia è che, se affrontata nel modo giusto, la tendinite può diventare un’occasione per ristabilire equilibrio! Tra i diversi strumenti di recupero, uno dei più preziosi è il massaggio: se eseguito con competenza da un professionista qualificato può essere un autentico alleato che aiuta a ridurre la tensione muscolare, migliora la circolazione e favorisce i processi di guarigione naturali del corpo.

Cos'è la tendinite? Viaggio all'interno di un tendine sovraccaricato

Quando un tendine si irrita o si danneggia il corpo risponde con un processo infiammatorio che provoca dolore, rigidità e difficoltà di movimento. I principali sintomi della tendinite sono dolore, tumefazione locale e difficoltà nell’eseguire i movimenti dell’articolazione coinvolta. Il dolore, solitamente acuto, può comparire nell’arco di pochi giorni o essere avvertito fin dai primi movimenti, per poi attenuarsi gradualmente con l’attività.

A volte, insieme al dolore, si manifesta anche una tumefazione del tendine infiammato o la formazione di piccole cisti nella zona interessata. In alcuni casi, è possibile percepire un crepitio (una sorta di fruscio o scricchiolio al movimento) o una sensazione di calore alla palpazione.

Quando si sospetta una tendinite, è importante rivolgersi a uno specialista la cui diagnosi si basa innanzitutto su una visita clinica accurata, durante la quale il medico valuta la zona dolente, i movimenti che scatenano il dolore e l’eventuale presenza di gonfiore o rigidità.

Per confermare la diagnosi, può essere utile eseguire:

  • un’ecografia, che consente di osservare lo stato dei tendini e di evidenziare eventuali lesioni o versamenti;

  • una risonanza magnetica, se necessario, per approfondire il grado di infiammazione o per valutare strutture più profonde.

Oltre ai fattori meccanici, esistono anche condizioni che aumentano la predisposizione a sviluppare tendiniti: chi soffre di artrite reumatoide, artrite psoriasica, gotta o disturbi della tiroide può essere più vulnerabile a questo tipo di infiammazione, poiché l’equilibrio dei tessuti e dei processi infiammatori è già alterato.

Tendinite cronica vs tendinite acuta

UnnamedQuando si parla di tendinite, è fondamentale distinguere tra forma acuta e forma cronica. Questa differenza non è solo terminologica: cambia completamente il tipo di intervento possibile, le tecniche utilizzabili e il percorso di guarigione.

La tendinite acuta rappresenta la fase iniziale dell’infiammazione: compare in modo improvviso, spesso dopo un gesto brusco, un trauma o uno sforzo eccessivo. In questa fase il dolore è acuto, pulsante e localizzato, la zona può essere calda, arrossata e gonfia; i movimenti risultano difficili o dolorosi.

Il tendine, in questa condizione, è “irritato” ma ancora integro: le fibre non sono danneggiate in modo permanente, e con un trattamento tempestivo e mirato si può ottenere una guarigione completa. È proprio in questa fase che un massaggiatore professionista può intervenire efficacemente, attraverso una tecnica specifica e altamente mirata: il massaggio trasverso profondo.

La tendinite cronica, invece, è il risultato di un’infiammazione non trattata correttamente o trascurata per troppo tempo. Il dolore tende a essere meno intenso ma costante, spesso accompagnato da rigidità, debolezza e perdita di elasticità del tendine. In questa fase il tessuto tendineo subisce alterazioni strutturali: le fibre non si allineano più in modo ordinato e può formarsi un tessuto cicatriziale o fibrotico, che riduce la capacità del tendine di scorrere e di adattarsi al movimento.

In presenza di tendinite cronica, l’intervento del massaggiatore non è possibile: serve un approccio medico e fisioterapico specifico, volto a ridurre la fibrosi e recuperare la funzionalità del tendine in modo graduale.

Il ruolo del massaggio: agire sulle cause, non solo sul sintomo

Foto 3 Articolo TaoCome abbiamo appurato nei precedenti paragrafi, la causa principale di una tendinite è quasi sempre un muscolo cronicamente contratto che esercita una trazione eccessiva sul tendine, generando infiammazione. Il massaggio agisce sulla tensione “allentando la corda” e restituendo al muscolo la sua naturale elasticità.

Il movimento profondo del massaggio stimola l’afflusso di sangue nella zona, portando più ossigeno e nutrienti. Questo effetto, chiamato iperemia, è fondamentale per nutrire i tessuti e accelerare i processi di riparazione delle fibre danneggiate.

Durante la guarigione, il corpo produce nuove fibre di collagene per riparare il tendine. Se non vengono stimolate correttamente, possono disporsi in modo disordinato, creando un tessuto rigido e non funzionale. Il massaggio trasverso profondo favorisce un allineamento corretto delle fibre, prevenendo la formazione di aderenze e mantenendo il tendine elastico e resistente.

Il corpo ha un’incredibile capacità di guarigione: il compito del massaggiatore, in caso di tendinite acuta, è accompagnarlo e guidarlo in questo processo, restituendo equilibrio e libertà di movimento, un tocco alla volta.

Quando un massaggiatore qualificato si trova davanti a una tendinite acuta non improvvisa né “prova cose a caso”. La gestione efficace di un tendine infiammato richiede competenza, metodo e prudenza: il professionista esperto sa riconoscere la fase acuta, valuta il quadro clinico (segni di infiammazione, dolore, tumefazione, limitazione funzionale) e agisce solamente quando è indicato intervenire con tecniche specifiche.

Prima di praticare il massaggio trasverso profondo tutto inizia con una valutazione approfondita nella quale il professionista ascolta la storia del dolore, verifica la diagnosi medica e osserva attentamente i segni locali d’infiammazione. È in questa fase che stabilisce se e come intervenire, posizionando il paziente in modo da rilassare la muscolatura circostante e isolare il tendine da trattare.

Segue poi l’esecuzione del massaggio eseguito con movimenti brevi, ritmici e perpendicolari rispetto all’andamento delle fibre tendinee. La pressione viene aumentata gradualmente, in modo controllato, per evitare dolore eccessivo e favorire una stimolazione efficace ma sicura. Durante il trattamento, il massaggiatore si ferma più volte per percepire le reazioni del tessuto e modulare l’intensità del tocco, mantenendo sempre un dialogo attento con il paziente.

Dopo la fase principale, l’operatore può intervenire sulla muscolatura circostante, con manovre di decontratturazione o rilassamento mirate a ridurre la tensione che grava sul tendine. In alcuni casi, vengono inserite mobilizzazioni articolari attive o passive: movimenti controllati che favoriscono lo scorrimento del tendine, migliorano la lubrificazione e mantengono la funzionalità articolare senza sovraccaricare la zona infiammata.

Infine, il professionista fornisce consigli pratici per la gestione quotidiana del disturbo: suggerisce quando riposare, come dosare il carico di lavoro e quali piccoli esercizi di riattivazione introdurre in collaborazione con il fisioterapista.

Va ricordato che, se eseguito in modo scorretto o in un momento inappropriato, qualsiasi massaggio può peggiorare l’infiammazione anziché alleviarla. Pressioni troppo intense o movimenti eccessivamente vigorosi rischiano di aumentare l’edema e il dolore, irritando ulteriormente il tendine già compromesso. Allo stesso modo, manovre non mirate o ripetute senza criterio possono interferire con il delicato processo di guarigione, rallentando la riparazione dei tessuti e, nei casi peggiori, provocando nuove microlesioni.

Per queste ragioni è essenziale che il trattamento venga affidato a operatori qualificati, dotati di conoscenze anatomiche solide e di sensibilità manuale. Solo così il massaggio diventa un alleato potente nella lotta alla tendinite acuta: efficace perché mirato, sicuro perché eseguito da mani esperte, e utile perché inserito in un progetto terapeutico globale che punta al recupero funzionale e alla prevenzione delle recidive.

Dove imparare la tecnica del massaggio trasverso profondo

Se desideri imparare a eseguire in modo corretto e professionale tecniche come il massaggio trasverso profondo, il percorso ideale è il Corso di Massaggio Miofasciale della TAO Scuola Nazionale di Massaggio.

Il corso ha una durata intensiva di due giorni, generalmente organizzati nel weekend per consentire anche ai professionisti in attività di partecipare senza interrompere il proprio lavoro. Durante le lezioni, la parte teorica e quella pratica si integrano perfettamente: da un lato si studiano anatomia, fisiologia e principi del tessuto fasciale; dall’altro, si mettono subito in pratica le manovre specifiche per trattare la fascia superficiale e profonda.

Ciò che rende questo percorso così prezioso è il suo approccio tecnico e consapevole: gli allievi imparano a riconoscere le tensioni miofasciali, a valutare la condizione del tessuto e a scegliere il tipo di intervento più adatto. Queste competenze sono fondamentali anche quando si affrontano problematiche come la tendinite acuta, poiché consentono di intervenire con precisione, evitando pressioni e manovre che potrebbero peggiorare lo stato infiammatorio.

Al termine del corso viene rilasciato un attestato di specializzazione riconosciuto su tutto il territorio nazionale che certifica le competenze acquisite nel trattamento miofasciale. La formazione è indicata per massaggiatori professionisti, fisioterapisti, operatori del benessere e per chiunque desideri portare il proprio livello di preparazione a uno standard superiore.

Se desideri saperne di più o vuoi iscriverti, puoi visitare la pagina ufficiale del corso e richiedere informazioni compilando l’apposito modulo di contatto. Un tutor della nostra scuola ti fornirà tutti i dettagli su sedi, calendario dei corsi, modalità di iscrizione e requisiti di accesso.

Foto 4 Articolo Tao

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